venerdì, Maggio 8, 2026

None Can Run Away: Human Rights Watch pubblica un nuovo rapporto sul Burkina Faso

Un nuovo rapporto di Human Rights Watch denuncia crimini di guerra e contro l’umanità commessi sia dall’esercito che dai gruppi jihadisti. In tre anni, oltre 1.800 civili uccisi in un conflitto poco conosciuto dal mondo.

by Annachiara Gigliozzi

Mentre l’attenzione globale è catalizzata dalle crisi in Medio Oriente e Ucraina, nel cuore dell’Africa occidentale si sta consumando un ulteriore tragedia e crisi umanitaria, rimasta finora in gran parte nell’ombra. Il rapporto di 316 pagine pubblicato il 2 aprile da Human Rights Watch, intitolato significativamente “None Can Run Away” (Nessuno può scappare),  getta luce su una spirale di violenza che sta distruggendo il Burkina Faso.

Secondo l’organizzazione internazionale, dal colpo di stato militare del settembre 2022, il Paese è precipitato in un abisso. Il rapporto documenta almeno 57 incidenti gravi avvenuti tra il gennaio 2023 e l’agosto 2025, che hanno causato la morte di circa 1.837 civili. Ma questa cifra è solo la punta dell’iceberg di una crisi che ha già prodotto oltre due milioni di sfollati.

 Le responsabilità sono diffuse tra diversi gruppi statali e non. Da un lato, il gruppo jihadista Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), affiliato ad Al-Qaeda, che assedia intere città, distrugge infrastrutture idriche e ricorre a esecuzioni sommarie per sottomettere la popolazione. Dall’altro, le forze armate del Burkina Faso e le milizie alleate (VDP), accusate di massacri indiscriminati e di una vera e propria operazione di “pulizia etnica” contro la comunità Fulani, sospettata di collaborazionismo con gli insorti. Il rapporto descrive villaggi circondati, civili sgozzati o uccisi da attacchi aerei indiscriminati, e l’uso sistematico della fame come arma di guerra attraverso l’assedio di centri abitati. Il presidente della giunta, Ibrahim Traoré, e sei alti comandanti militari potrebbero essere ritenuti responsabili per crimini contro l’umanità a causa della loro “responsabilità di comando” negli abusi commessi dalle truppe.

Il rapporto non è solo una documentazione della tragedia, ma un appello urgente affinché la comunità internazionale rompa l’indifferenza e spinga per indagini indipendenti al fine di rendere giustizia.

Fonte: Human Rights Watch

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