venerdì, Maggio 8, 2026

Rapporto AIDA 2025: ecco gli sviluppi sull’asilo nel Regno Unito

by Annachiara Gigliozzi

L’ Asylum Information Database (AIDA), in collaborazione con lo European Council on Refugees and Exile (ECRE), ha pubblicato un nuovo report riguardo l’attuale funzionamento del sistema di asilo e di accoglienza del Regno Unito.

Il sistema d’asilo del Regno Unito ha vissuto un 2025 di profonda riorganizzazione, segnato dal superamento di vecchie strategie e dall’introduzione di un nuovo quadro normativo. L’ultimo aggiornamento del rapporto AIDA evidenzia come l’entrata in vigore del Border Security, Asylum and Immigration Act (2025) abbia per il momento segnato l’abbandono del piano Rwanda, che prevedeva il trasferimento forzato di alcune categorie di richiedenti asilo verso il Paese dell’Africa centrale,  riportando la gestione delle domande di protezione entro i confini nazionali.

I dati statistici mostrano che nel 2025 sono state presentate oltre 100.000 domande di asilo. Se da un lato il Ministero dell’Interno è riuscito a dimezzare l’arretrato delle decisioni iniziali, dall’altro si è assistito a un naturale spostamento del carico di lavoro verso i tribunali. Il tasso di riconoscimento in prima istanza è sceso al 41%, un dato che ha portato a un incremento fisiologico dei ricorsi, con circa 80.000 appelli pendenti a fine anno. Le verifiche indipendenti mostrano che circa il 40% di questi ricorsi viene accolto dai giudici, garantendo così una revisione accurata di ogni singola posizione.

Sul piano logistico, il governo ha proseguito il piano di riduzione dell’uso degli hotel, che a fine 2025 sono scesi sotto le 200 unità, preferendo l’utilizzo di strutture governative su larga scala per ottimizzare la gestione dei servizi.

Sul fronte della cooperazione internazionale, il trattato siglato con la Francia ha iniziato a produrre degli effetti, stabilendo procedure di ritorno reciproco pur in un contesto di flussi costanti attraverso la Manica. Per quanto riguarda l’accoglienza dei cittadini ucraini, il Regno Unito ha confermato la propria linea di stabilità, introducendo nuove finestre temporali che permettono l’estensione dei permessi di soggiorno per ulteriori 18 mesi, consolidando i percorsi di integrazione già avviati.

Fonte: ECRE newsletter 04/04/2026

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