venerdì, Maggio 8, 2026

Detenzioni e torture in Sudan

by Jacopo Padoan
Sudan

Mentre il conflitto in Sudan si trascina senza sosta, i civili continuano a subire il peso atroce delle violenze.
Gli scontri tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF), giunti ormai al loro quarto anno, sono stati segnati da crimini di guerra e altre violazioni del diritto internazionale umanitario commessi da tutte le parti in causa.
Le loro azioni hanno trasformato il Sudan nella più grave crisi umanitaria al mondo.
Un nuovo rapporto rivela ora che le forze affiliate alle SAF hanno detenuto arbitrariamente, torturato e maltrattato i civili nelle aree sotto il loro controllo, negando loro il diritto a un giusto processo.

Le ricerche di Human Rights Watch (HRW), che includono interviste a oltre venti persone, documentano come l’esercito abbia condotto una campagna di terrore e ritorsione contro individui etichettati come “collaboratori”. Le vittime sono state colpite a causa della loro identità etnica, del loro impegno umanitario, della loro affiliazione politica o semplicemente per aver vissuto in zone controllate dalle RSF.
“Mi hanno picchiata ovunque, nonostante implorassi dicendo di soffrire di diabete”, ha raccontato una donna. “Continuavano a colpirmi con le mani, con bastoni e fruste, insultandomi. Mi sono sentita umiliata, come se non fossi più un essere umano”.
Mentre gli abusi in Sudan proseguono incontrastati, gli attori internazionali e regionali devono essere chiari: i leader responsabili saranno chiamati a rispondere delle loro azioni.

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