venerdì, Maggio 8, 2026

Almeno 1.010 operatori umanitari uccisi negli ultimi tre anni

‘crollo della protezione’ nei conflitti globali

by Genny Barozzi

Nel 2025 almeno 326 operatori umanitari hanno perso la vita in 21 Paesi, portando il bilancio complessivo degli ultimi tre anni a oltre 1.010 vittime. Secondo le Nazioni Unite, si tratta di un dato allarmante che evidenzia un peggioramento senza precedenti delle condizioni di sicurezza per chi opera nelle zone di conflitto. Le aree più colpite risultano essere Gaza e la Cisgiordania, con oltre 560 morti, seguite da Sudan (130 vittime), Sud Sudan (60), Ucraina e Repubblica Democratica del Congo (25 ciascuna).

Intervenendo al Consiglio di Sicurezza, il capo degli aiuti umanitari dell’ONU, Tom Fletcher, ha sottolineato che queste morti non sono il risultato di incidenti isolati, ma il segnale di un vero e proprio “crollo della protezione”.  Molti operatori sono stati uccisi mentre svolgevano attività essenziali come la distribuzione di cibo, acqua, medicine e assistenza sanitaria, spesso viaggiando in convogli chiaramente identificabili.

Oltre al rischio diretto per la vita, gli operatori umanitari devono affrontare ostacoli sempre più gravi: restrizioni ai movimenti, arresti arbitrari, intimidazioni e campagne di disinformazione che ne minano la credibilità e li espongono a ulteriori pericoli. Nell’ultimo anno, l’ONU ha registrato decine di rapimenti, centinaia di arresti e oltre 400 episodi di minacce e molestie, insieme ad attacchi contro sedi e veicoli delle Nazioni Unite.

Un altro elemento critico è la quasi totale assenza di responsabilità per i responsabili di questi attacchi, che raramente vengono identificati o perseguiti. Questo clima di impunità contribuisce a rafforzare la percezione che gli operatori umanitari possano essere presi di mira senza conseguenze.

Secondo i funzionari internazionali, il fenomeno riflette una più ampia crisi del diritto umanitario internazionale e un contesto globale sempre più instabile, segnato da conflitti prolungati, riduzione dei finanziamenti e crescente ostilità verso le organizzazioni umanitarie. Anche il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha lanciato un forte allarme, affermando che “stiamo perdendo la nostra umanità nella guerra”.

Di fronte a questa situazione, le Nazioni Unite hanno rinnovato l’appello agli Stati membri affinché rispettino e facciano rispettare le norme internazionali a tutela del personale umanitario, adottando misure concrete per garantirne la sicurezza e assicurare giustizia alle vittime.

Fonte: UN News

Immagine di copertina: © WFP/Sayed Asif Mahmud

You may also like

error: Il contenuto è protetto!!